mercoledì 27 marzo 2013

troppi mutui bloccano i consumi: come ridurli e far ripartire l'economia


troppi mutui bloccano i consumi: come ridurli e far ripartire l'economia

mercoledì, 27 marzo, 2013 
info: ronnieb (morguefile.com cc)
info: ronnieb (morguefile.com cc)
le bolle immobiliari degli ultimi anni hanno messo in ginocchio diversi paesi e i loro effetti dureranno anni. a causa di un eccesso di debiti contratti per acquistare casa, infatti, i consumi si riducono per molto tempo, contribuendo alla stagnazione economica. a meno consumi corrispondono meno produzione e maggiori licenziamenti. è un cane che si morde la coda e per riattivare un nuovo ciclo c'è chi propone di eliminare una parte del debito privato
succede in corea del sud, dove la presidente park geun-hye ha annunciato un piano da 1,35 miliardi di dollari per dare un sostegno economico alle famiglie oberate dai mutui e dare in questo modo una scossa ai consumi. l'economia del paese attraversa infatti una profonda fase recessiva, tra le cui cause c'è proprio la scalata dei prezzi delle case e i troppi debiti contratti per acquistarle
park geun-hye, eletta a febbraio alla guida di un governo laburista, aveva inserito tra i punti forti della sua campagna elettorale questa misura. potranno beneficiarsene le famiglie che hanno contratto un mutuo fino a 100.000 won (90.000 dollari) e che da sei mesi non riescono a pagare le rate
quando un paese è schiacciato dal debito pubblico può ricorrere, in casi estremi, a forme di rinegoziazione. in pratica ai creditori viene detto: non posso darti il 100%, accontentati del 70, in caso contrario falliremo entrambi. sembra un giochetto facile, ma la contropartita è che per i prossimi anni nessuno ti presterà più niente. però ci sono anche alcuni casi, come quello dell'uruguay, che sono andati a buon fine. questo piano della corea del sud è una forma inedita di rinegoziazione del debito privato.
articolo visto in first online
pubblicato da Ritratto di teamteam@idealista

mollo tutto e vado a vivere al mare. quando la felicità parte dalla casa


mollo tutto e vado a vivere al mare. quando la felicità parte dalla casa

mercoledì, 27 marzo, 2013
mollo tutto e vado a vivere al mare. quando la felicità parte dalla casa
con la crisi sempre di più gli italiani pronti a fare downshifting. “lavorare da casa”, stare comodi, autogestirsi, inquinare meno, riprendersi la propria vita ed essere liberi.  una casetta in riva al mare, indipendente e per tutte le tasche ecco la ricetta per cambiare vita
secondo l'indagine di idealista.it, condotta sugli utenti che hanno effettuato ricerche di immobili sul portale nei primi 3 mesi dell’anno, si dicono pronti a cambiare vita 2 italiani su 3 
la crisi morde: situazione economica sempre piú negativa e prospettive future incerte inducono sempre più persone a pensare al “piano b”
colpisce che più del 50% degli intervistati sarebbe spinto a questa scelta non tanto per le ristrettezze economiche o per lo stress della vita cittadina, che pure è al 23,3%, ma per dedicarsi a se stessi e ai propri interessi
si tratta di un downshifting consapevole, non tanto per scappare da qualcosa, ma un modo per rifocalizzarsi in rapporto alle proprie aspettative ed essere felici
la felicità parte dalla casa, lo afferma il 59% dei panelisti, che attribuisce un valore tra molto ed estremamente importante all’abitazione
dovendo cambiare, la classica casa indipendente, quindi lontana dagli inconvenienti delle convivenze forzate nei condomini, è la scelta per la quale opterebbe il 64% degli utenti, purchè sia accessibile
grandi e piccoli budget. circa la metà dei rispondenti (il 47,7% del campione) ha a disposizione un budget che non va oltre i 200mila euro. subito dopo, il nutrito gruppo (21,3) di chi pensa all’affitto perchè “è meno vincolante” e più conciliabile con la precarietà degli stili di vita e del lavoro
bando ai sogni, le risposte degli utenti sono improntate al sano realismo. forse anche per questo, altre tipologie abitative seguono piú distanziate rispetto alla casa indipendente: casale (22,3%), loft (17,7%), cascina (14,8%), masseria (8,7%), baita (7,4%)
dove acquisterebbero casa gli italiani?
le 5 mete top in italia
1. toscana
2. liguria
3. puglia
4. sardegna
5. trentino alto adige
la toscana, tra mare e collina è sinonimo di qualità della vita per la stragrande maggioranza dei rispondenti. tra le località di mare la liguria precede la puglia e la sardegna, mentre per la “baita in montagna” il trentino alto adige non ha rivali
la spagna è in cima ai desiderata di chi è in procinto di fare la scelta di vita di andare all’estero. la penisona iberica attrae per la vicinanza culturale e ritmi di vita più blandi, mentre le grandi capitali attraggono i profili più dinamici del campione, soprattutto di chi pensa di coltivare altrove i propri sogni di carriera. tra in paesi in fase espansiva invece il più gettonato è il brasile
Fonte :  Ritratto di teamteam@idealista

Permesso di costruire con silenzio assenso, a che punto siamo


Permesso di costruire con silenzio assenso, a che punto siamo

La sintesi Ance sulle pronunce dei Tar chiamati a dirimere le controversie sul rilascio dei titoli abilitativi


25/03/2013 - Il rilascio del permesso di costruire con silenzio assenso, introdotto col DL 70/2011 è un principio fondamentale della legislazione statale in materia di governo del territorio e prevale sulle norme regionali.
Permesso di costruire con silenzio assenso, a che punto siamo
È questa la sintesi tracciata dall’Ance, Associazione nazionale costruttori edili, che ha studiato le pronunce dei Tar Regionali sull’argomento. Dalle sentenze esaminate emerge un comune denominatore: le Amministrazioni locali devono attenersi alla norma nazionale, soprattutto quando questa è stata adottata prima della conclusione del procedimento per il rilascio del permesso di costruire.

Le pronunce dei tribunali
Il Tar Lombardia ha affermato che il nuovo metodo per il rilascio del permesso di costruire rientra fra i procedimenti di formazione tacita degli atti autorizzativi, rappresenta un principio fondamentale della legislazione statale nella materia del governo del territorio e di conseguenza prevale sulle norme regionali di dettaglio.

Analogamente, il Tar Piemonte sostiene che il silenzio-assenso può essere rimosso solo mediante l'esercizio del potere di annullamento di ufficio da parte del Comune.

Il Tar Lazio ha inoltre sottolineato il principio in base al quale le modifiche normative devono essere tenute in considerazione se entrano in vigore prima che venga richiesto il titolo abilitativo o che si concluda il procedimento per il suo rilascio.

L’evoluzione della normativa
Ricordiamo che prima dell’approvazione del Dl Sviluppo 70/2011, la mancata risposta del Comune si traduceva in silenzio rifiuto, che poteva essere impugnato entro 60 giorni davanti al Tar.

Per tutelare i privati dall’inerzia della Pubblica Amministrazione e dai tempi della giustizia, il Dl Sviluppo ha stabilito che, in mancanza di vincoli ambientali, se l’Amministrazione non rilascia un provvedimento espresso e se vengono rispettate le previsioni di legge si forma il silenzio assenso. Resta comunque fermo il diritto di autotutela della Pubblica Amministrazione, che può annullare il permesso di costruire.

In base al nuovo DL Sviluppo 83/2012, se un immobile è sottoposto a un vincolo tutelato da un ente diverso dal Comune, lo Sportello Unico deve acquisire l’atto di assenso in Conferenza di Servizi. Nel caso in cui l’esito non sia favorevole si crea il silenzio rifiuto.

Un tentativo di cambiamento è arrivato col pacchetto semplificazioni dello scorso novembre, rimasto in sospeso per la crisi di Governo. Oltre a superare la distinzione tra immobili vincolati tutelati dal Comune e quelli tutelati da un ente diverso, il provvedimento si basava sul presupposto che il silenzio rifiuto non avesse valore di provvedimento di diniego e che dovesse quindi essere eliminato.
Fonte : EdilPortale.com

Amsterdam: la nuova 'casa' dell'agenzia JWT


Amsterdam: la nuova 'casa' dell'agenzia JWT

RJW Elsinga e Alrik Koudenburg creano tre nuovi reparti 'Think, Do and Make'


27/03/2013 - La JWT è una delle più grandi agenzie pubblicitarie degli Stati Uniti e la quarta più grande del mondo. All'inizio di quest'anno ha stabilito la sua nuova sede ad Amsterdam, nello storico edificio Hirsch&Cie, in cui ha anche sede l'Apple Store. Il progetto della JWT Amsterdam è frutto di una collaborazione fra i due designer locali RJW Elsinga Alrik Koudenburg.
Amsterdam: la nuova 'casa' dell'agenzia JWT

JWT Amsterdam, guidata da Ralph Wisbrun e dal direttore creativo Bas Korsten, prima del grande trasferimento, è stata completamente riorganizzata in funzione di un nuovo modo di concepire il lavoro: scherzare pur restando seri e professionali. La filosofia della 'Seriously Surprise' si respira sin dall'ingresso nell'agenzia, in cui, dietro ogni angolo, si nasconde una nota interessante: dal quadro di un castello capovolto nella reception, alla sala meeting concepita come una serra con piante enormi, dalle sculture architettoniche ad albero ai disegni degli artisti olandesi Kamp Horst o del norvegese Anders Rockum. Il visitatore non vuole fermarsi ma desidera esplorare i 1850 mq di spazio che rispecchiano perfettamente il motto dell'agenzia.

La tradizionale impostazione è stata rivisitata in funzione di tre nuovi reparti: 'Think', 'Do' e 'Make'.
Per 'Think' Koudenburg & Elsinga hanno creato un giardino ispiratore, in cui si può andare in giro e lasciare che il flusso di pensieri circoli liberamente. Lo spazio comprende una biblioteca e un podio con vista sulla piazza Leidseplein. 'Think' è il reparto in cui si inventano idee e progetti, sulla base di strategie, tecnologia e connettività.
Alla sezione 'Do' è stata data un'impostazione urbana, che funziona come un alveare in cui lo staff di JWT organizza l'idea unitamente a un team di concept-, online-, activation- e print producers.
'Make', infine, “sembra una fabbrica felice. Ci si sente all'interno di una toolbox creativa in cui gli artigiani digitali e le donne danno vita alle idee”. 
Fonte : Edilportale.com

Umbria, adottata una legge per la prevenzione delle cadute dall’alto


Umbria, adottata una legge per la prevenzione delle cadute dall’alto

Sicurezza anche per gli impianti energetici rinnovabili. Ci sarà un regolamento apposito per l’attività edilizia


27/03/2013 - Dalla Regione Umbria è in arrivo una legge che disciplina le norme in materia di prevenzione delle cadute dall’alto.
Umbria, adottata una legge per la prevenzione delle cadute dall’alto
Dopo il parere favorevole del Consiglio delle Autonomie locali, il provvedimento è stato adottato dalla Giunta ed ora si attende l’approvazione definitiva da parte del Consiglio regionale.

“In questo atto - ha spiegato l’assessore regionale alla sicurezza, Stefano Vinti - si definisce innanzitutto l’ambito di applicazione che è costituito da qualsiasi attività che espone le persone al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a due metri, rispetto ad un piano stabile”.

Il testo adottato disciplina, in particolare, lo svolgimento in sicurezza delle attività connesse alla realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e delle attività di tutela e valorizzazione ambientale.

Con successivi regolamenti, inoltre, la Giunta regionale disciplinerà le attività riguardanti l’edilizia, l’industria, l’agricoltura e l’allestimento di strutture provvisorie utili allo svolgimento di spettacoli o altre forme d’intrattenimento.

“I soggetti interessati - ha sottolineato Vinti - non sono solo i lavoratori che, in materia di tutela della salute e sicurezza e responsabilità ad esse connesse, sono soggetti al Testo unico per la sicurezza, ma anche semplici cittadini che sono interessati al fenomeno delle cadute dall’alto sia quando commissionano anche una minima manutenzione sulla copertura o sulla facciata del proprio edificio, che quando lo eseguono in proprio; ed i settori coinvolti dall’esigenza di regolare le modalità di accesso in quota non sono soltanto quelli dell’edilizia ma anche quelli appartenenti al comparto industriale o al comparto agricolo”.

“In Umbria - ha concluso l’assessore - la stessa copertura dell’edificio diventa un luogo di lavoro, un cantiere che per le sue peculiarità possiede caratteristiche di rischio elevato e per tale motivo è un luogo il cui accesso deve essere permesso solo a chi è in grado di farlo in sicurezza, evitando inutili e pericolosissimi “fai da te””. 
Fonte : Edilportale.com

Da ottobre via al Sistri per i rifiuti pericolosi


Da ottobre via al Sistri per i rifiuti pericolosi

Clini: sistema di tracciabilità dei rifiuti operativo dal 3 marzo 2014 per tutte le altre imprese



27/03/2013 - Novità sulla tracciabilità dei rifiuti. Il Ministro dell’Ambiente uscente, Corrado Clini, ha comunicato che il Sistri sarà attivato dal 1 ottobre 2013 per i produttori di rifiuti pericolosi con più di dieci dipendenti e per gli enti e le imprese che gestiscono rifiuti pericolosi.
Da ottobre via al Sistri per i rifiuti pericolosi

Per tutte le altre imprese l’avvio del sistema è fissato invece per il 3 marzo 2014.

Nel comunicato diramato nei giorni scorso, il Ministero chiarisce che il pagamento dei contributi di iscrizione al sistema resterà sospeso per tutto il 2013.

Fino all’entrata a regime del sistema, fa sapere Clini, ci sarà una fase preparatoria per consolidare la collaborazione con le imprese coinvolte e eliminare le pesantezze burocratiche e amministrative che sono state avvertite come un limite del progetto.

Dal 30 aprile al 30 settembre si svolgeranno le procedure di verifica per l’aggiornamento dei dati delle imprese per le quali il sistema partirà ad ottobre.
Dal 30 settembre al 28 febbraio 2014 sarà invece effettuata analoga verifica per tutte le altre imprese.

Le imprese che trattano rifiuti non pericolosi potranno comunque utilizzare il Sistri su base volontaria. In questo modo, afferma Clini, il Sistri può diventare un presidio di legalità e trasparenza per tutta la filiera dei rifiuti.

Secondo il Consiglio Nazionale dei Chimici, il sistema per la sua conformazione non inciderà positivamente né in termini di efficienza, né in termini di trasparenza alla corretta gestione dei rifiuti. Al contrario, si legge nel comunicato diramato, rischia di essere penalizzante per le imprese ed i cittadini. Per Armando Zingales, Presidente del Consiglio Nazionale Chimici, il Sistri si caratterizza per una complessità che non permette di distinguere il soggetto che sbaglia involontariamente da quello che delinque in piena volontà.
Fonte : Edilportale.com

martedì 26 marzo 2013

CONCLIENTE DA OGGI APPLICAZIONE SCARICABILE GRATUITAMENTE DA APP.STORE


Da oggi puoi scaricare gratuitamente da app store l'applicazione di CONCLIENTE centro immobiliare Novara per essere aggiornato sempre sulle ultime proposte immobiliari. 

CONCLIENTE, LA PIU' VELOCE SQUADRA IN CITTA', 7 AGENZIE, 1 PROVVIGIONE.

Visita il sito www.concliente.it