mercoledì 18 settembre 2013

L’abolizione dell’Imu fa aumentare l’Irpef


20130918 Aumento Irpef




Molti Comuni rincarano l’addizionale Irpef per compensare l’abolizione Imu prima casa 2013, imponendo un’aliquota massima senza nessuna esenzione.

Dopo il taglio IMU 2013 per la prima casa, per far quadrare i conti quasi 2mila Comuni italiani hanno deciso di aumentare gli altri tributi locali, cominciando dalle addizionali Irpef.
In 267 Comuni il rincaro è pari al valore massimo consentito: 0,8%, senza esenzioni o progressioni in base al reddito.
Nel 2012 il gettito per l’addizionale Irpef in 6.610 Comuni è stato di 3,65 miliardi (+25% rispetto al 2011).
Il saldo 2013 si prevede più oneroso.
In genere, nei Comuni italiani la prassi è quella di differenziare l’addizionale Irpef in base al reddito.
Milano, ad ArezzoLeccoReggio EmiliaPavia e Lucca si applica l’aliquota 0,8% per i redditi superiori ai 75mila euro, mentre per chi guadagna meno c’è l’esenzione per i redditi fino a 15mila euro (nel 2012 era a 33.500); da 15 a 28mila euro 0,77%; fino a 55mila euro 0,78%; da 55 a 75mila euro 0,79%.
Genova per il 2013 si applica l’aliquota dello 0,8% per tutti con esenzione a 10mila euro.
Nessun rincaro a Bologna, con lo 0,7% e soglia di esenzione a 12mila euro.
Molte grandi città non hanno deliberato ancora per il 2013, ma i livelli di imposizione 2012 erano già molto alti.
Roma, ad esempio, applicava l’aliquota 0,9% con esenzione fino a 8mila euro; Torino lo 0,8% con esenzione fino a 11.200 euro; Napoli lo 0,8% oltre i 75mila euro e progressione per redditi inferiori (fino a 15mila 0,45%) ma senza esenzioni; Palermo lo 0,8% per tutti senza esenzioni; Venezia esenzione fino a 20.100 euro e poi scaglioni con aliquota massimo 0,8% sopra i 75mila euro; Bari 0,8% con esenzione a 15mila euro; Firenzeriduzione addizionale Irpef allo 0,2% per tutti i redditi.
a cura di Anna Carbone

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